dal 6 al 10 Dicembre 2021
8 h per 5 giorni

Formazione

ANIMANIMALE

Laboratorio spettacolo a cura di LEVIEDELFOOL

PRESENTAZIONE DEL LAVORO
Chi sono gli animali che compaiono nei nostri sogni, e perché vengono a noi, proprio a noi che abbiamo trascorso gli ultimi due secoli a sterminarli regolarmente, a un ritmo sempre più rapido, senza pietà, specie per specie, in ogni parte del mondo? Eppure, con quanta incrollabile fiducia continuano a entrare nella nostra anima del sogno, nelle nostre fantasie infantili, nel nostro immaginario. Chi sono? E noi come viviamo con loro ora che l’intimità con il loro mondo e con la nostra animalità ha ceduto completamente il passo alla separazione? Benefattori segreti, portatori di un fuoco che non si vede e di una parola che non si sente, gli animali balzano da lontananze primordiali nel buio del nostro letto e condividono con noi la profonda intimità onirica. Non li chiamiamo, ma ne siamo chiamati. Perché senza questa residua familiarità con le loro immagini, con i loro comportamenti nelle nostre anime, non possiamo capire noi stessi come esseri umani.

SUL CONCETTO DI ANIMALE
Parlando di anima è stato impossibile non ritrovarci a parlare e a contemplare il mondo animale, detentore forse oggi del maggior potere evocativo della sfera spirituale. L’animale, da sempre assunto a segno di un rapporto ancestrale e iconografico con l’anima, è al tempo stesso icona della
contrapposizione tra spirito e istinto. Ci siamo trovati così a lavorare su una doppia vettorialità tra l’anima e l’animale: l’animale che è in noi e lo spirito racchiuso nell’animale.

Tutti noi cerchiamo cibo, acqua, sicurezza e un compagno o una compagna. E cerchiamo uno status, in modo da poter avere un accesso preferenziale a quelle risorse. Se un leone potesse parlare, probabilmente ci annoierebbe con le solite cose terra terra: la pozza d’acqua, le zebre, i facoceri, gli gnu… fino alla nausea. Sesso. Cuccioli, Altro sesso. L’ansia causata da quei due nuovi fratelli minacciosi con le loro fantastiche, foltissime criniere. Che c’è di tanto difficile da capire? Le loro preoccupazioni – cibo, compagni, figli, sicurezza – sono le nostre. Dopo tutto noi siamo diventati umani insieme ai leoni, sulle stesse pianure, entrambi a inseguire le stesse prede e a sottrarci a vicenda le loro carcasse. Abbiamo moltissimo in comune. Non è colpa dei leoni se poi alcuni esseri umani sono diventati filosofi. […]

[…]Una volta un ricercatore riprodusse la voce registrata di un’elefantessa morta, trasmettendola da un altoparlante nascosto nel fitto della vegetazione. I familiari della deceduta, come impazziti, la chiamarono e la cercarono dappertutto. La figlia continuò a chiamarla per giorni. Quei ricercatori non fecero mai più una cosa simile.

[…] Teresia, l’elefantessa, visse fino a circa sessantadue anni. Da quando era nata, pressappoco nel 1922, il mondo era cambiato e nel corso della sua vita era andato riempendosi di esseri umani e di nuove macchine. Teresia attraversò, peraltro ignara, la grande depressione, la seconda guerra mondiale, i campi di sterminio nazisti e Hiroshima; né ebbe consapevolezza alcuna degli orrori avvenuti in Birmania, Corea, Cambogia e Vietnam; delle incomprensibili missioni Apollo, verso quella stessa luna alla cui luce lei marciava la notte; dell’era dello swing, del jazz o del rock and roll. Il movimento per i diritti civili le era passato accanto senza che se ne avvedesse, come pure quelli delle donne e degli ambientalisti, con la loro Primavera silenziosa, Aveva trascorso il periodo della Guerra Fredda nel tepore della luce dei tropiche non s’era proprio accorta delle lotte di Nelson Mandela per liberare gli esseri umani di un paese che aveva sterminato quasi tutti quegli elefanti. Nella cronologia della storia mondiale, la vita di Teresia si sovrapponeva a tutti quelli eventi. Lei si muoveva peraltro seguendo un ritmo più antico e uniforme.

STRUTTURA DEL LAVORO
Il lavoro si articolerà in 5 giornate di lavoro di 8 ore ciascuna e si concluderà con 2 momenti di apertura al pubblico con una restituzione del lavoro di scrittura scenica e mise en espace.

MATERIALI RICHIESTI
Ai partecipanti viene chiesto di scrivere una suggestione sul tema proposto e di impararla a memoria. Si richiede inoltre di lavorare su un proprio “animale guida” e di portare con se quanto possa essere utile alla rappresentazione dello stesso.

Costo quota partecipazione: 100 euro
scadenza invio candidatura: 1 dicembre

Info e iscrizioni: info@leviedelfool.com; Isabella Rotolo 3297488957